Come rompere il ghiaccio in classe: la prima lezione del Mastermind

Prima lezione del MastermindÈ il primo giorno di lezione, vi hanno affidato una nuova classe di studenti e siete indecisi: è meglio proporre un test di ingresso o presentarsi alla classe e lasciare che ogni studente si presenti ai propri compagni? È più utile fare una presentazione del vostro corso o sarebbe più incisivo iniziare già a spiegare? 

Aiuto! Come rompo il ghiaccio con i miei studenti?! 
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Insegnare italiano per stranieri a Ca’ Foscari!

Giovedì 8 luglio mi è capitata una cosa bellissima, una cosa che difficilmente dimenticherò e che vi voglio raccontare per condividere un momento importante, regalarvi le emozioni che ho provato e ricordarvi che le cose belle accadono: basta solo crederci e impegnarsi affinché si realizzino proprio come noi le sognavamo…

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La produzione scritta facile per tutti i livelli prende spunto da emilio isgrò

L’idea di cui vi parlerò oggi è nata a seguito della lettura di un articolo interessante su Emilio Isgrò, l’artista poeta che crea i suoi componimenti cancellando le parole presenti all’interno di testi già scritti: un’idea tanto semplice quanto geniale che ho voluto replicare con i miei studenti e che vi invito a provare in classe. Credetemi, realizzare questa fantasiosa produzione scritta di italiano per stranieri è davvero semplice. Siete pronti? 

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Perché ho creato il mio mastermind

Non so voi, ma io ogni mese mi ritrovo a spendere una fortuna in corsi di formazione. Mi piace imparare cose nuove, mi piace pendere dalle labbra di chi ne sa più di me e adoro prendere appunti tracciando, assorta, i primi abbozzi di idee che iniziano ad animare la mia mente: idee che mi accompagneranno anche nei giorni seguenti trovando spazio concreto nei miei progetti di vita.

Partecipare ai corsi di formazione per insegnanti mi fa “stare accesa” e immaginare di poter incontrare qualche insegnante appassionato con cui condividere idee, sogni e magari anche progetti (cosa che purtroppo, nelle tiepide aule di formazione torinesi, non capita quasi MAI) mi rende felice. 

Per questo motivo, ho creato il mio Mastermind

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Corso di formazione per insegnanti: il mio mastermind

Questo lunedì esce un post decisamente diverso dal solito e al quale io tengo particolarmente: un post che annuncia un corso di formazione che sarà ufficialmente presentato domani all’interno di una Newsletter davvero speciale

Nella Newsletter di domani vi presenterò un evento formativo unico (e tutto preparato da me!) durante il quale potremo conoscerci personalmente, scambiarci esperienze e opinioni e fare un pezzo di strada insieme tenendoci compagnia e affrontando uniti ogni difficoltà. 

Questo grande evento di formazione, battezzato con il nome di Mastermind, avrà una durata di sei incontri e coinvolgerà solo cinque docenti a edizione: una scelta dettata dall’importanza di poter attivare un confronto diretto che ci permetta di superare i formalismi e “arrivare al dunque” della nostra pratica didattica supportandoci a vicenda. 

Non voglio anticiparvi nulla ma, se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi alla Newsletter: sarà lì che domani riceverete il modulo di iscrizione, il programma e tutte le informazioni per partecipare… Allora, sarai dei nostri? Ti aspetto!  

Come usare YouTube in classe per insegnare italiano

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Avete trovato il video ideale per la vostra lezione di italiano per stranieri ma non sapete come didattizzarlo? Se siete alla ricerca di qualche idea pronta all’uso per insegnare italiano per stranieri usando un video trovato su YouTube, leggete il mio articolo di oggi: farà sicuramente al caso vostro!

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Zona rossa, arancione e gialla: usiamo i decreti per fare esercizio con i modali

Oggi vi propongo un esercizio che ha avuto un valore sociale e comunitario, oltre che linguistico. Sì, perché il susseguirsi di Decreti ha generato nei miei alunni confusione: incertezze e domande alle quali abbiamo scelto di rispondere insieme, anche grazie all’aiuto dei modali.

Ecco allora un’attività semplice che ho proposto in classe e che potrete sfruttare anche voi fin da subito. 

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Insegnare la grammatica: spiegare ci e ne a studenti stranieri

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L’articolo della scorsa settimana dedicato agli argomenti grammaticali più odiati dagli studenti stranieri ha avuto un grandissimo successo e, a seguito della lettura di quel post, tanti mi hanno chiesto di dedicare il nuovo articolo del lunedì a un altro tema grammaticale scottante che ci fa disperare e sudare sette camicie (la ragazza in copertina ne sa qualcosa!): la spiegazione dei pronomi “ci” e “ne”

Come affrontare questi pronomi a lezione? Quanto tempo dedicare alla spiegazione e agli esercizi per facilitarne l’apprendimento? Armiamoci di coraggio, pazienza e vediamo insieme come aiutare i nostri studenti senza impazzire! 

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Insegnare la grammatica: gli argomenti che i nostri studenti odiano

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Facendo questo lavoro da undici anni, ormai so quando è nell’aria quell’argomento o quegli argomenti grammaticali che gli studenti stranieri odiano. Pur non sentendolo dire apertamente, è sufficiente stare in classe con loro per comprendere quando un argomento grammaticale non è apprezzato: l’atmosfera della classe è densa di sconforto e nervosismo, in sottofondo si sentono sbuffi e sospiri e mai come in questa lezione gli studenti consultano l’orologio appeso in classe. Nella loro mente c’è un unico e solo pensiero: “Non lo capirò mai!”.

Ma quali sono questi maledetti argomenti grammaticali che tanto spaventano e annoiano i nostri studenti? E soprattutto, come possiamo risolvere il problema

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I miei articoli più letti del 2020

Cari colleghi, eccoci giunti alla fine di questo anno solare: un anno difficile che ha trasformato le nostre abitudini, stravolto il nostro modo di essere docenti in classe e avviato riflessioni importanti, quasi rivoluzionarie. Personalmente, quest’anno ha aperto molte strade nella mia pratica didattica e la diminuzione di input esterni e spostamenti mi ha portata a dedicare più tempo alla riflessione didattica e alla scrittura di questo blog, da anni un mio sogno nel cassetto…

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