Ho scritto e pubblicato un libro!

L’immagine che vedete in apertura a questo articolo è la copertina del mio libro e, devo proprio ammetterlo, più la guardo e più mi emoziono. 

Mi emoziona pensare al processo creativo che mi ha portato a scrivere un libro di attività didattiche che rispettino il mio modo d’essere in classe e mi emoziona pensare che ogni docente possa rivolgersi alle pagine che ho scritto con fiducia e serenità per rompere il ghiaccio nelle proprie classi e organizzare prime lezioni di successo che siano piacevoli per tutti, insegnanti e studenti!

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Come strutturare una lezione: la terza lezione del Mastermind

Negli ultimi due lunedì vi ho parlato qui sul blog dei temi che affronteremo durante le prime lezioni del mio Mastermind: il corso-laboratorio dedicato a tutti gli insegnanti di italiano per stranieri che vogliano partecipare a un’esperienza di formazione attiva e, al tempo stesso, stringere un rapporto di collaborazione e amicizia con colleghi e compagni di laboratorio per un’avventura breve ma intensa, in partenza il 1 settembre

Dopo avervi presentato il tema della prima lezione (le attività rompighiaccio) e quello del secondo incontro (come strutturare un test di livello), affrontiamo oggi l’argomento della terza lezione del mio Mastermind: come strutturare una lezione di italiano per stranieri

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Come rompere il ghiaccio in classe: la prima lezione del Mastermind

Prima lezione del MastermindÈ il primo giorno di lezione, vi hanno affidato una nuova classe di studenti e siete indecisi: è meglio proporre un test di ingresso o presentarsi alla classe e lasciare che ogni studente si presenti ai propri compagni? È più utile fare una presentazione del vostro corso o sarebbe più incisivo iniziare già a spiegare? 

Aiuto! Come rompo il ghiaccio con i miei studenti?! 
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Riflessione didattica: come farla e perché

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Capita a tutti prima o poi di entrare malvolentieri in una classe, vivere l’ora di lezione con un forte malessere e uscire dalla classe con un unico e costante pensiero: “Cosa sto sbagliando?”. Se vi è capitato, o vi sta capitando proprio in questo momento, lasciate che vi dica che è normale, umano e che può, anzi DEVE, essere risolto. Come? Basta osservarsi con metodo, pazienza e un atteggiamento di fiducia verso se stessi e il lavoro che svolgiamo. Siete pronti? Vediamo insieme come fare!  

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Come organizzare un nuovo corso di italiano per stranieri e accogliere un nuovo studente usando un questionario

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Qualche giorno fa mi è stata affidata una nuova studentessa, una ragazza che giungerà presto nel nostro Paese e che, dovendo essere inserita a scuola, dovrà apprendere l’italiano e garantirsi un’autonomia utile a fare le prime conoscenze in aula e a sapersi orientare in città. Per lei, grazie alla didattica a distanza, nei prossimi giorni preparerò un nuovo corso di italiano per stranieri per principianti assoluti prima di spostarci in classe a settembre: un momento di programmazione didattica reso possibile grazie alla somministrazione di un questionario volto a conoscere la mia nuova studentessa, la sua esperienza con l’italiano e i suoi interessi.

Volete sapere come ho fatto? Seguitemi!

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