I miei consigli pratici per insegnare ai principianti (prima parte)

Data di pubblicazione: 19 Feb 2024

Ci sono dei consigli pratici per insegnare a studenti principianti? E se esistono, possono essere applicati per ogni contesto di insegnamento?

Negli anni mi sono spesso sentita porre questa domanda e ho sempre cercato di rispondere in modo completo, onesto e sincero. Se mi seguite da un po’, sapete quanto io creda nella condivisione delle idee e di esperienze e, avendo una stima altissima degli insegnanti, ho sempre cercato di dare, dove possibile, consigli e suggerimenti. 

Dalle vostre domande, e dai miei valori professionali, sono nati questi tre appuntamenti: tre articoli dedicati ai miei consigli per insegnare a studenti di livello elementare (A0 – A1) che possono però essere applicati in ogni contesto (e anche con studenti di livelli più alti). 

A partire da oggi, e per i prossimi due lunedì, vi presenterò quindici consigli pratici e utili, nati dalla mia esperienza diretta in classe.

Pronti per i primi cinque consigli? Seguitemi! 

Consiglio numero 1: insegniamo con gli occhi!

Sembra banale ma, credetemi, non lo è. Insegnando a studenti adolescenti non c’è un solo momento in cui io non cerchi con loro il contatto visivo. Oltre che per ragioni disciplinari, il contatto visivo durante la lezione “parla” più di mille “Avete capito?”

“Insegnando con gli occhi”, riusciamo a leggere moltissime cose: 

  • la scintilla che illumina il loro sguardo quando hanno capito una consegna o una regola difficile;
  • la confusione che, per vergogna o incapacità di espressione, non viene espressa a parole;
  • il loro stato d’animo (che potrebbe essere il nostro “nemico da abbattere”) 

Insegniamo agli occhi dei nostri studenti: non perdiamoli di vista e manteniamo lo sguardo con loro. Noi siamo lì per loro, e loro per noi. 

Consiglio numero 2: chiedete, chiedete, chiedete!

Per alcune culture (o per tutti, soprattutto all’inizio) è molto difficile che i nostri studenti ci dicano di non aver compreso qualcosa. Per questo motivo, fino a quando non saranno pronti a esprimersi o non avranno stabilito una relazione con voi, ponete loro domande esplicite e chiare. Siate precisi nelle vostre domande affinché possano anche solo rispondere con un semplice “sì” o “no”: “Hai capito perché si usa l’articolo lo davanti al sostantivo zaino?”, “Sai perché dobbiamo mettere la h con i verbi che finiscono in -care e -gare davanti ad alcune vocali?”, eccetera. 

Continuate a fare domande ai vostri studenti anche quando avranno raggiunto livelli di competenza più elevati: chiedete se hanno qualcosa da raccontarvi in merito al loro soggiorno in Italia o al loro apprendimento e raccontatevi voi. Comunicate!

Consiglio numero 3: non abbiate fretta!

Durante le mie consulenze mi capita spesso di ascoltare insegnanti in ansia per lo stato di avanzamento del programma. La preoccupazione è lecita (soprattutto se dovete rispettare richieste rigide impartite dall’alto) ma l’apprendimento linguistico non si comanda: ogni studente porta con sé un bagaglio linguistico ed esperienziale che “lega” o “libera” la loro competenza linguistica. Rivedete il vostro sillabo e spezzatelo in piccole parti: prevedete degli esercizi di riepilogo per ogni piccola parte e avanzate (anche nella stessa lezione) con il micro-argomento successivo solo quando quello precedente è stato compreso e digerito. I primi momenti sono quelli più delicati: dobbiamo avere cura e pazienza. 

Consiglio numero 4 e 5: semplifichiamo(ci)!

Un’altra domanda che spesso mi viene posta durante le consulenze è legata all’uso di una lingua veicolare nelle prime fasi dell’apprendimento. Alcuni lo sconsigliano vivamente, altri non saprebbero farne a meno. La mia regola, come sempre, è di seguire il vostro stile di insegnamento e le vostre possibilità: sentirsi a proprio agio in classe è l’unica cosa che conta (e questo è il quarto consiglio!). 

A chi non vuole usare una lingua veicolare straniera in classe consiglio sempre la semplificazione:

  • facciamo sentire gli audio in classe e, dopo un primo ascolto completo, riproponiamo nuovamente la traccia mettendo in pausa il contenuto proprio nel momento in cui l’esercizio ce lo richiede;
  • “spezziamo” le frasi di una comprensione scritta e offriamo sinonimi e “rivisitazioni”; 
  • prepariamo micro-contenuti se insegniamo a studenti che hanno richiesto lezioni brevi e a scarsa frequenza;
  • incoraggiamo frasi brevi e semplici durante i primi tentativi di produzione scritta

 

Cosa pensate dei primi cinque consigli?

Quale, tra questi, vi sembra il più utile? 

illustrazione matita

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Giada Aramu

Giada Aramu

Mi presento: mi chiamo Giada e insegno italiano per stranieri (con passione!) dal 2010. Nel 2019 ho creato un blog dedicato a questo meraviglioso lavoro e, da allora, investo a profusione energia, esperienza e creatività per regalarti le mie idee e aiutarti a organizzare il tuo lavoro in aula. Leggi di più

2 Commenti

  1. Avatar

    Ciao, mi chiamo Sara e insegnare ai principianti è sempre una sfida. Ho letto con interesse gli articoli che hai scritto sul tuo blog riguardo ai consigli pratici per insegnare agli studenti di livello elementare e devo dire che mi hanno molto colpito. Anche io credo fortemente nella condivisione delle idee e nell’importanza di imparare dagli altri insegnanti. I tuoi primi tre consigli sono molto utili e condivisibili: insegnare con gli occhi, chiedere e non avere fretta. Sì, può sembrare banale ma sono dettagli importanti che a volte dimentichiamo. Insegnare con gli occhi aiuta a comprendere meglio gli studenti, a capire se hanno realmente compreso o se sono confusi. E concordo sul fatto di chiedere spesso, soprattutto agli studenti principianti che non sono abituati a esprimere i propri dubbi o problemi. E poi, la fretta è il peggior nemico dell’apprendimento: ogni studente ha i suoi tempi e bisogna rispettarli per una vera e duratura acquisizione delle conoscenze. Grazie per i tuoi consigli e sono curiosa di scoprire gli altri quindici! Continua così, la tua esperienza in classe è davvero preziosa per tutti noi insegnanti.

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    • Giada Aramu

      Cara Sara, ti ringrazio tanto per aver condiviso la tua esperienza e le tue idee in merito all’insegnamento. Condivido tutto ciò che hai scritto: dalle tue parole traspare una grandissima passione, non perderla mai!
      Il tuo commento e le tue parole mi daranno forza nel mantenere questo blog attivo, grazie ❤️

      Rispondi

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