Zona rossa, arancione e gialla: usiamo i decreti per fare esercizio con i modali

Oggi vi propongo un esercizio che ha avuto un valore sociale e comunitario, oltre che linguistico. Sì, perché il susseguirsi di Decreti ha generato nei miei alunni confusione: incertezze e domande alle quali abbiamo scelto di rispondere insieme, anche grazie all’aiuto dei modali.

Ecco allora un’attività semplice che ho proposto in classe e che potrete sfruttare anche voi fin da subito. 

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Adotta una parola: un’idea per usare il dizionario etimologico in classe

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Qualche giorno fa, arrampicata sulla libreria di casa, il mio sguardo si è posato su un dizionario (uno dei tanti: a proposito, farò un post anche su quelli!) che da tempo non aprivo. Il dizionario in questione è quello etimologico: uno strumento spesso sottovalutato e che invece può essere un prezioso alleato a lezione, sia per fare esercizio lessicale che grammaticale. Come? Ecco un’idea semplice che potrete portare in classe fin da subito! 

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Consigli per insegnare nelle classi ad abilità differenziate

Benvenuti nella vostra nuova classe di italiano per stranieri. Seduti ai loro banchi potete vedere: Joao, portoghese, neo iscritto al corso e appena giunto nel nostro Paese; Pablo, spagnolo, frequentante da sei mesi ma in Italia da un anno; Jacques, belga, iscritto al corso da un anno ma poco costante nella frequenza; Paul, britannico, appena iscritto al corso e giunto in Italia da una settimana per lavoro e, in ultimo, Luo, studente cinese iscritto all’Università per un progetto di scambio interculturale… 

Alzi la mano a chi è capitato di trovare davanti a sé una classe multiculturale e multilivello… E la tenga alzata chi ha provato sconforto! 

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Per far parlare in classe gli studenti dobbiamo parlare meno noi!

Vi è mai capitato, mentre facevate lezione, di fermarvi un attimo e di rendervi conto di aver parlato SOLO VOI per moltissimo tempo? A me, sì. E la sensazione che ho avuto, fermandomi a riflettere, è stata tutt’altro che positiva. Volete sapere come mi sono sentita? Mi è sembrato di aver rubato loro qualcosa, di averli privati di un’occasione, di tempo, di errori, di apprendimenti, conoscenze, scoperte…

L’esperienza è stata così terribile che mi ha portato a riflettere e a scrivere alcune impressioni e consigli che ho deciso di condividere con voi oggi. Seguitemi! 

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Attività ludiche per ripassare il lessico in dad

vegetable salad on white ceramic plate
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E rieccoci in zona rossa. Di nuovo. 

Ancora una volta tutti in DaD, ancora una volta lontani dai nostri studenti, dalle nostre classi, dalla didattica che ci permetteva di sorridere con gli occhi (con la bocca coperta dalla mascherina), scrivere sulla lavagna con pennarelli colorati e correggere i compiti insieme senza interruzioni di connessione, schermi minuscoli e PDF da condividere. Lasciatemelo dire, sono assolutamente d’accordo con chi si inalbera e protesta ma è anche vero che bisogna fare di necessità virtù e in alcuni casi, come per l’attività che vi sto per proporre, i risultati sono stati ugualmente clamorosi! 

Accendete i pc, oggi il lessico lo ripassiamo così!

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Speechnotes: un’app per esercitarsi con l’italiano scritto e parlato

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Insegnando italiano per stranieri una classe di studenti adolescenti, mi capita spesso che i miei alunni non abbiano voglia di scrivere quando propongo loro di svolgere alcuni esercizi di produzione scritta. Molte volte insisto e con mille stratagemmi riesco a convincerli, mentre in altre occasioni (in particolare quando hanno già affrontato molte ore di lezione nella mattinata), sono costretta ad accontentarli e a trasformare un’esercitazione scritta in una produzione orale, a loro sicuramente più gradita. 

Da qualche settimana ho scoperto uno strumento utilissimo che ha risolto il mio problema e che ho deciso di condividere con voi… Sono convinta che lo apprezzerete, seguitemi! 

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Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri

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“Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri?”. Visto che questa domanda mi viene posta moltissime volte, ho pensato di scrivere per voi un articolo ad hoc in cui io possa darvi qualche consiglio utile, anche e soprattutto a partire dalla mia esperienza. Siete pronti? Seguitemi!

Come si inizia?

Come in tutti i lavori, si inizia facendo un po’ di esperienza. Difficilmente le scuole di lingue vi offriranno un corso intero di alfabetizzazione per studenti stranieri se non avete mai insegnato in una classe e, di conseguenza, difficilmente potrete fare esperienza se nessuna scuola di lingue vi propone di insegnare in una classe.

La soluzione è iniziare da soli. Chiedete a qualche amico se conoscono qualche studente straniero (di qualsiasi età!) che vorrebbe perfezionare la propria conoscenza della lingua italiana e proponetevi per qualche lezione: offrite il vostro aiuto per qualche ora di conversazione, per un ripasso del lessico o della grammatica, per fare un giro turistico della città se siete appassionati di storia e cultura o per leggere insieme un quotidiano, un libro o una rivista. 

Pensate al vostro primo studente come a una risorsa preziosissima: cercate di imparare molto dal suo modo di apprendere, dalle domande che vi fa, dai blocchi che potrebbe manifestare nel parlato o nello scritto. Chiedetegli/le se ha già frequentato dei corsi di lingua italiana e che cosa non ha apprezzato o ha apprezzato molto, chiedetegli/le se conosce altre persone che, come lui, sarebbero interessate ad approfondire la conoscenza della lingua e, se l’idea vi piace, pensate a organizzare piccoli gruppi di studio.

Il vostro primo studente (sia esso un vostro conoscente, un amico di amici, un amico o collega di lavoro di un vostro parente) è fondamentale: vi insegnerà moltissimo, vi aiuterà a conoscere i vostri limiti e, non da ultimo, vi insegnerà un metodo. 

Quando avrete trovato il primo studente, non fermatevi! Chiedete al vostro primo studente se ha contatti utili e informate i vostri amici, parenti e conoscenti di informarvi qualora conoscano altre persone che vorrebbero un po’ di aiuto con l’apprendimento della lingua italiana. 

Se avete capito che insegnare è la vostra vita, la vostra passione e l’unica cosa che vorreste fare da qui ai prossimi dieci anni, allora è giunto il momento di dedicarvi anche alla vostra formazione. Sì, perché un’altra domanda che ricevo spesso da chi mi segue è…

 

Devo avere un titolo di studi in particolare?

No, ma vi aiuterà moltissimo. Avere delle competenze linguistiche è fondamentale per poter offrire un servizio completo e ottimale a chi ha scelto di affidarsi a noi docenti per migliorare le proprie capacità linguistiche. Leggete e studiate quotidianamente e, se potete, scegliete un corso di laurea triennale o specialistico in lingua italiana o in linguistica, iscrivetevi a corsi di formazione per docenti di lingua italiana per stranieri, studiate per sostenere un esame di certificazione linguistica come il DITALS o il CEDILS e rafforzate anche la competenza linguistica in altre lingue straniere (o almeno, l’inglese). 

Non fermatevi al minimo indispensabile e fate tutto ciò che è nelle vostre forze per migliorare la vostra formazione e il metodo di insegnamento. Costruite un CV degno di essere letto e notato! 

 

Dallo primo studente alla prima classe…

Se avete aiutato il vostro primo studente a conoscere meglio la lingua italiana (a proposito, inseritelo nel vostro CV) e state studiando molto per formarvi professionalmente, potreste essere pronti per chiedere a una scuola di lingue di proporvi come “osservatore” delle lezioni che svolgono all’interno. Scegliete una scuola di lingue che vi piace e con la quale vorreste collaborare, e chiedete di potervi offrire come tirocinante assistendo alle lezioni di un collega con più esperienza di voi. Vi basterà un’ora o due alla settimana per comprendere che osservare gli altri docenti vi sarà di grande aiuto e vi insegnerà tanto. 

Se la scuola di lingue vi ha offerto la possibilità di osservare il loro lavoro, non sprecatela; se non la ha fatto, mantenete il contatto chiedendo di essere presi in considerazione per qualsiasi attività vi permetta di apprendere.

Ricordate: 

La perseveranza, la costanza e la capacità di mettersi in gioco e in discussione premiano sempre! 

 

Spero di avervi dato qualche consiglio utile! Se avete altre domande, non esitate a scrivermi… Alla prossima!

Fare conversazione in classe con la lista di parole

multiracial female students studying and talking outside

Vi è mai capitato di avere in classe studenti bravissimi nello svolgere esercizi scritti ma in seria difficoltà durante le attività di conversazione? Se la risposta è sì, sappiate che è normalissimo, che non è colpa vostra e che soprattutto… C’è una soluzione! Sì, perché svolgere attività di conversazione in italiano L2 (soprattutto se stanno imparando in un contesto di apprendimento di italiano LS) non è mai una cosa semplice. Per quanto possiamo credere che gli studenti abbiano raggiunto un certo livello di competenza linguistica, l’espressione orale darà comunque del filo da torcere, soprattutto quando sarà loro chiesto di esprimersi liberamente in italiano.

Come aiutarli quindi nell’esposizione orale senza togliere loro la soddisfazione di avercela fatta da soli? Seguitemi! 

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Esercizio sul futuro semplice: progettiamo un viaggio!

In questo periodo storico in cui è proibito spostarsi liberamente all’interno e fuori dal proprio Paese, parlare di viaggi sembra, ed effettivamente è, utopistico. Se lo spostamento fisico non è permesso, nulla vieta di viaggiare almeno con la fantasia sognando di non avere limiti né imposizioni. Per praticare il futuro semplice con i miei studenti e permettere loro di sognare un po’, ho portato in classe questa attività semplice ma efficace, perfetta per tutte le tipologie di studenti. Vediamola insieme!

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Nomi, cose, animali: giocare a lezione di italiano per stranieri

Ci abbiamo giocato tutti da bambini con gli amichetti dell’infanzia e anche a scuola durante le ore in cui l’insegnante era assente o interrogava i nostri compagni di classe. Ci abbiamo giocato anche da adulti, con i nostri figli o con gli amici di vecchia data e nostalgici come noi… Il gioco è così famoso e semplice che la domanda sorge spontanea: “Perché non trasformare questo gioco in un’attività didattica utile a ripassare il lessico con i nostri studenti?”

Vediamo insieme come! 

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