Letture graduate in italiano per stranieri: pro e contro

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Quei libricini sottilissimi dal dorso colorato sono ancora vividi nella mia memoria di studentessa. Li ricordo nella biblioteca della scuola, allineati e ordinati per livello crescente di competenza linguistica, pronti a essere assegnati a ciascuno di noi. Le insegnanti di lingue straniere ce li consegnavano a scuola scegliendo il titolo perfetto in accordo alle nostre capacità linguistiche e quel colore, codice di onore o disonore, decretava a gran voce la nostra bravura in inglese, francese o spagnolo. 

Seppur rinnovate, anche io oggi assegno (e accumulo in libreria) le letture graduate ai miei studenti di italiano per stranieri. Oggi, come allora, ecco sorgere l’eterno dilemma: servono davvero oppure no? Ecco i miei pro e contro delle letture graduate per studenti stranieri. 

I PRO DELLE LETTURE GRADUATE

  • Avvicinano il libro al lettore. Se i vostri studenti amano i classici e si dimostrano particolarmente impazienti nell’approcciarsi alla letteratura italiana, offrire una lettura graduata può sfamare il loro appetito e rafforzare la motivazione nell’apprendimento linguistico
  • Avvicinando il lettore al libro. Se i vostri studenti non amano leggere, offrire loro un libro dalle dimensioni ridotte potrebbe convincerli e incoraggiarli a intraprendere questa nuova avventura. Un’unica raccomandazione: lasciate che sia lo studente a scegliere, tra i titoli del livello corretto, quello che preferisce. Se proprio volete essere voi consigliare un titolo a ciascun alunno, assicuratevi almeno che la lettura sia di suo gradimento… 
  • Gli esercizi di comprensione. Nonostante li odiassimo da studenti, gli esercizi di comprensione al fondo di ogni unità sono un ottimo strumento di riflessione linguistica e forniscono buoni spunti agli insegnanti di lingue. Assegnateli per casa o svolgeteli insieme in classe stimolando una discussione con i vostri studenti così da far intervenire e appassionare anche gli alunni più scettici. 

I CONTRO DELLE LETTURE GRADUATE

  • Sono infedeli. Le letture graduate sono spesso infedeli sia dal punto di vista linguistico che letterario. Dovendo rispondere a precisi criteri (numero di caratteri e determinate strutture linguistiche), è naturale che l’opera originaria subisca purtroppo importanti trasformazioni. 
  • Sono “classiste”. La peculiarità delle letture graduate è ovviamente quella di poter soddisfare le esigenze e caratteristiche di una determinata tipologia di lettore che, come a volte capita, può rivelarsi indispettito dalla tipologia di lettura a lui assegnata. Quell’etichetta cromatica è un giudizio e a volte capita che, come tutti i giudizi, questo non sia ben accettato dai più permalosi.
  • Sono difficilmente reperibili. Personalmente, l’unico luogo in cui riesco a reperire diversi titoli e a consultare i nuovi cataloghi sono le fiere del libro o dell’editoria e gli eventi dedicati agli insegnanti: occasioni ghiotte ma troppo rare per restare sempre aggiornati. 

Qual è quindi il mio parere? Personalmente, credo che le letture graduate debbano essere riconsiderate, in particolare se si tratta di raccolte di racconti. Io stessa preferisco portare in classe le raccolte di racconti anziché i romanzi in modo da spostare l’attenzione sull’intreccio e abbracciare più gusti e tipologie di lettori possibili. La comprensione scritta è sicuramente una competenza importante e deve essere coltivata nel miglior modo possibile: ascoltate le preferenze dei vostri studenti e fate del vostro meglio per accontentarli. All’inizio leggete il testo in plenaria e in classe e assegnate la lettura a casa solo quando noterete in loro sicurezza e autonomia: ne varrà la pena, credetemi!  

Quali sono le vostre esperienze con le letture graduate? Raccontatemele nei commenti!  

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