Insegnare la grammatica: spiegare ci e ne a studenti stranieri

woman in gray tank top shouting

L’articolo della scorsa settimana dedicato agli argomenti grammaticali più odiati dagli studenti stranieri ha avuto un grandissimo successo e, a seguito della lettura di quel post, tanti mi hanno chiesto di dedicare il nuovo articolo del lunedì a un altro tema grammaticale scottante che ci fa disperare e sudare sette camicie (la ragazza in copertina ne sa qualcosa!): la spiegazione dei pronomi “ci” e “ne”

Come affrontare questi pronomi a lezione? Quanto tempo dedicare alla spiegazione e agli esercizi per facilitarne l’apprendimento? Armiamoci di coraggio, pazienza e vediamo insieme come aiutare i nostri studenti senza impazzire! 

Innanzitutto, è bene ricordare che lo studio dei pronomi “ci” e “ne” non deve essere affrontato di fretta o con leggerezza, soprattutto se il nostro contesto di insegnamento è l’italiano LS, anziché L2. Per uno studente straniero che vive e apprende la nostra lingua all’estero ed è meno esposto alla lingua target, infatti, sarà sicuramente più complesso comprendere questo argomento, soprattutto perché i pronomi in oggetto spesso non hanno una corrispondenza diretta così precisa in altre lingue straniere.

La motivazione per la quale, infatti, troviamo molto difficoltoso insegnare e far comprendere questi pronomi agli studenti stranieri è proprio dovuta a una mancata corrispondenza nella loro lingua madre: un’intraducibilità che convince i nostri alunni che la mancata traduzione dei pronomi nella loro lingua equivalga a una scarsa utilità e a un vezzo linguistico più che una reale necessità d’uso. 

Come e quando spiegare il “ci” e il “ne” in classe? 

Con i miei studenti, fin dall’inizio, cerco sempre di non censurare le occorrenze in cui potremmo trovare i pronomi: anche se non hanno ancora raggiunto un livello B1 o B2, infatti, faccio sempre in modo di farli avvicinare gradualmente all’uso dei due pronomi offrendo loro spiegazioni inizialmente semplici, così da aiutarli ad abituarsi al loro significato e all’alta frequenza d’uso nella nostra lingua. 

Ad esempio, in merito al pronome “ci”, qualora una comprensione orale o scritta comparisse la frase “Non vado al cinema da una settimana. Ci andiamo domani?” cercherei di spiegare al mio studente di livello elementare che quel “ci” in italiano è un pronome, che in quella frase la sua presenza fa riferimento a un luogo (il cinema) e che quel particolare uso è molto comune nella nostra lingua. Diversamente, durante una lezione con uno studente di livello intermedio, mi preoccuperei di presentare altri esempi in cui quel “ci” ha funzione di particella avverbiale di luogo. Trovandomi di fronte a uno studente di livello intermedio, inoltre, mi preoccuperei di ripassare l’uso del pronome anche quando ha funzione di pronome personale diretto, indiretto e particella pronominale trattando separatamente questi argomenti, sia nella spiegazione che durante l’esercitazione. 

In riferimento al pronome “ne”, invece, personalmente scelgo sempre di introdurre la funzione di partitivo del pronome con gli studenti di livello elementare, soprattutto quando affrontiamo in classe il tema del cibo e delle quantità. La funzione del pronome “ne” come pronome personale indiretto, invece, la riservo al raggiungimento del livello intermedio. 

Quali esercizi proporre?

Dopo aver introdotto la spiegazione (frontale, calma e sempre chiara) dei pronomi “ci” e “ne” in classe e aver svolto qualche esercizio di completamento e sostituzione, mi piace proporre ai miei studenti esercizi di role-play strutturati e liberi in cui chiedere agli studenti di poter utilizzare il pronome e di creare un dialogo a coppie o in piccoli gruppi. 

Per aiutarli a utilizzare il pronome “ci”, ad esempio, propongo spesso di lavorare in gruppo (così da praticare l’uso del “ci” come pronome personale diretto) e chiedo loro di organizzare una serata insieme o una vacanza (per mettere in pratica la funzione di particella avverbiale di luogo), scrivere il dialogo e dimostrarlo in classe (se siamo in presenza) oppure scriverlo e registrarlo su telefonino (se lavoriamo a distanza). Oltre al pronome, chiedo loro di inserire nel dialogo il lessico che abbiamo affrontato e tutte le strutture verbali che conoscono in modo da rendere la prova meno stressante e più efficace possibile dal punto di vista comunicativo. 

Per aiutarli a utilizzare correttamente il pronome “ne”, invece, propongo spesso attività di role-play a coppie o in piccoli gruppi in cui gli studenti debbano improvvisarsi cliente e commerciante così da mettere in patica la funzione del “ne” partitivo. Anche a loro, a seconda che la didattica avvenga in presenza o a distanza, chiedo di scrivere il dialogo e riprodurlo in classe (oppure scriverlo e registrarlo) facendo uso del lessico e delle forme verbali che conoscono. 

In entrambi i casi lascio che gli studenti si confrontino a lungo e offro loro molto tempo per strutturare le attività e definire il contesto del role-play, il loro ruolo e il loro personaggio (chi sono, che lavoro fanno, perché sono lì), i dialoghi e lo scopo dello scambio comunicativo che stanno realizzando.

Mi piace sempre portare l’attenzione sulla spontaneità dello scambio comunicativo e far comprendere loro che anche l’uso dei due pronomi, seppur complessi e non immediati, possa essere naturale e immediato. Ci vorrà del tempo per far sì che l’uso dei pronomi dia vita a produzioni scritte e orali prive di errori e di dubbi ma ciò che è importante ricordare è che l’acquisizione linguistica richiede tempo, continuo contatto con la lingua e molta pazienza (anche da parte nostra!). 

Ora ditemi: quali sono le vostre strategie per l’insegnamento dei due pronomi? 

 

Published by

Rispondi