Come insegnare italiano a studenti e stranieri cinesi: dalla linguistica alla didattica

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Insegnare italiano a uno studente cinese non è solo sfidante a livello linguistico, ma anche e soprattutto a livello culturale. Oltre a insegnare la nostra lingua, infatti, ogni docente di italiano per stranieri si troverà a scoprire, conoscere, comprendere e gestire aspetti completamente diversi da quelli con cui è solito trattare. Insegnare a uno studente con un bagaglio culturale così diverso dal proprio è molto difficile perché richiede una preparazione glottodidattica approfondita che non è possibile improvvisare. Quali aspetti è necessario tenere in mente quando insegniamo italiano a uno studente cinese, dunque? Nel mio post di oggi ho tracciato alcuni degli aspetti linguistici fondamentali che è bene conoscere prima di iniziare questa entusiasmante avventura!

Fonetica: Il sistema fonetico italiano non creerà particolari problemi a uno studente cinese, considerando che avrà di fronte a sé un sistema fonetico sicuramente più semplice rispetto al proprio. Essendo una lingua tonale, infatti, la variazione di tono attribuisce significato diverso a gruppi vocalici o consonantici all’apparenza identici: una caratteristica rende l’apprendimento della fonetica italiana sicuramente più semplice. 

Per quanto riguarda la fonetica italiana, nonostante gli studenti cinesi non commettano particolari errori fonetici, la pronuncia della nostra “r” darà loro numerose difficoltà poiché pronunciata da loro come retroflessa anziché vibrante. 

Articoli: Non essendo presenti nella lingua cinese, gli articoli determinativi saranno appresi con difficoltà da questa tipologia di apprendenti. Per questo motivo, ancora prima di spiegarne la struttura, sarà necessario illustrare la funzione degli articoli determinativi e indeterminativi nella nostra lingua. Un esempio? Scegliete una frase molto semplice e declinatela in due varianti usando l’articolo determinativo e l’articolo indeterminativo:

Es. IL cane mangia in giardino (può essere mio o è comunque noto al mio interlocutore) 

Es. UN cane mangia in giardino (un cane che non conosco)

Lavorate bene su questa differenza, spiegate la struttura degli articoli determinativi e indeterminativi e proponete numerosi esercizi a scelta multipla prima di richiedere lo svolgimento degli esercizi di completamento. 

Nomi: I nomi e gli aggettivi nella lingua cinese non sono suddivisi in maschile e femminile e questa particolarità dovrà essere introdotta con particolare attenzione e pazienza. Un consiglio utile è quello di scegliere nomi (propri e comuni) e aggettivi facili da ricordare in modo da costruire piccole frasi esemplificative della regola che avete introdotto a lezione. Descrivete con loro gli indumenti che indossano, descrivete la vostra aula: scegliete oggetti che possano vedere e riconoscere e abbinate ad essi un aggettivo che possano ricordare facilmente:

Es. La maglia è rossa / Le scarpe sono nere / La lavagna è bianca / Il banco è piccolo / Il quaderno è giallo

Anche il plurale dovrà essere introdotto seguendo una tecnica simile a quella precedente. In cinese, infatti, il numero dei nomi è espresso solo da un suffisso che non viene applicato agli aggettivi. 

Sintassi: La sintassi non creerà particolari problemi agli apprendenti cinesi, già abituati alla struttura SVO e ad una flessibilità sintattica molto simile a quella della nostra lingua.  

Verbi: Anche l’apprendimento dei verbi, così come quello degli articoli e della declinazione di nomi e aggettivi, richiederà del tempo a un apprendente cinese. Nella lingua cinese, infatti, i verbi non vengono coniugati poiché il tempo e il modo verbale vengono espressi da particelle o avverbi posti prima o dopo il verbo principale (che viene sempre espresso all’infinito). Al tempo stesso, non essendo dotati di desinenze verbali, l’uso del soggetto nella lingua cinese è sempre obbligatorio. 

Per aiutare i vostri studenti durante l’apprendimento, concentratevi su un elemento alla volta e lasciate molto tempo e spazio all’esercitazione scritta e orale. Sarà un processo molto lungo ma sarete ripagati dai loro sforzi e dalla loro determinazione!

Ovviamente l’analisi qui proposta è tutt’altro che esaustiva ma si propone solo come uno spunto, un materiale utile a tracciare una prima analisi linguistica contrastiva che spetterà a noi approfondire in classe con gli alunni: prime risorse e fonti di idee, spunti e miglioramenti. Approfittate della loro presenza per chieder loro di condividere difficoltà, dubbi e perplessità, coinvolgeteli nell’apprendimento e, soprattutto, imparate da loro! E voi quali difficoltà riscontrate più spesso durante la vostra quotidianità didattica con apprendenti di madrelingua cinese?

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