Riflessione didattica: come farla e perché

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Capita a tutti prima o poi di entrare malvolentieri in una classe, vivere l’ora di lezione con un forte malessere e uscire dalla classe con un unico e costante pensiero: “Cosa sto sbagliando?”. Se vi è capitato, o vi sta capitando proprio in questo momento, lasciate che vi dica che è normale, umano e che può, anzi DEVE, essere risolto. Come? Basta osservarsi con metodo, pazienza e un atteggiamento di fiducia verso se stessi e il lavoro che svolgiamo. Siete pronti? Vediamo insieme come fare!  

Prima di iniziare, è necessario comprendere il valore della riflessione didattica e i benefici che questa può portare alla nostra pratica quotidiana. La riflessione didattica, se svolta con regolarità, ci aiuterà a:   

  • FARE PROGRESSI: Fare progressi non significa procedere senza compiere errori, ma avere una visione più completa e consapevole del proprio operato come insegnante e formatore;  
  • SVILUPPARE L’EMPATIA: Osservare le dinamiche che nascono e che si sviluppano tra gli studenti della vostra classe è molto utile per entrare in contatto, empaticamente, con i vostri alunni. Osservarli durante i momenti di relazione tra pari vi aiuterà a conoscerli e ad imparare a interagire con loro nel modo più corretto
  • FARE SCELTE CONSAPEVOLI: Osservateli durante un’esercitazione individuale, di gruppo o una discussione e riflettete sulle loro reazioni per selezionare le attività che hanno avuto più efficacia: maggiore è il coinvolgimento, maggiore sarà il risultato

Ora che abbiamo scoperto il valore della riflessione didattica, vediamo insieme come concretizzarla. Per farlo, ci sono molte opzioni che potete considerare ma, tra quelle che preferisco, ci sono le griglie di osservazione e il diario dell’insegnante. 

LE GRIGLIE DI OSSERVAZIONE

Le griglie di osservazione sono strumenti validissimi e perfetti per i docenti che prediligono uno stile di osservazione più analitico e di veloce compilazione e consultazione. Per costruirle è necessario scegliere gli elementi che si desiderano osservare e stabilire un criterio che descriva il fenomeno analizzato (molto usati, ad esempio, sono i valori “sì/no” o le scale numeriche da 1 a 5 per registrare l’intensità o la ricorrenza di un fenomeno). Le griglie di osservazione si utilizzano principalmente durante la lezione quindi è bene che siano chiare, molto dettagliate e strutturate appositamente per analizzare l’aspetto che vogliamo sottoporre alla nostra attenzione. 

IL DIARIO DELL’INSEGNANTE

Gli insegnanti che amano scrivere e prediligono uno stile descrittivo sono soliti preferire il diario dell’insegnante. Personalmente è lo strumento che preferisco perché mi dà la libertà di potermi concentrare su ciò che desidero analizzare senza schemi fissi ma sentendomi libera di poter organizzare la mia riflessione a seconda di ciò che mi sembra, in quel momento, più importante. Il diario dell’insegnante è lo spazio giusto per descrivere una dinamica, il feedback della classe al termine della vostra attività o, semplicemente, il vostro stato d’animo. Credetemi: a volte basterà descrivere la problematica che vi sta a cuore e rileggerla a mente sgombra per scorgere un dettaglio, una soluzione, un’alternativa che prima non avevate neanche considerato. 

Quando avrete scelto lo strumento che preferite non dovrete fare altro che imporvi l’uso in modo continuativo e puntuale così da educarvi alla riflessione didattica e alla sua importanza. Se la svolgerete in modo metodico, credetemi, i risultati non tarderanno ad arrivare

Se avete bisogno di una guida e volete prendere in considerazione un modello per la riflessione didattica che sia già collaudato e pronto all’uso, iscrivetevi alla Newsletter: in quella di novembre vi regalerò un freebie dedicato alla riflessione didattica pronto per essere stampato e usato nelle vostre classi! Non perdetelo! 

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