Imparare una lingua straniera: i segreti per un corso di lingua di successo

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Durante uno dei miei corsi di italiano per stranieri, anni fa, una studentessa inglese mi disse una cosa che mi fece particolarmente riflettere. Eravamo le uniche ancora in classe e lei stava raccogliendo le sue cose senza troppa fretta. Seduta alla cattedra, io cercavo di mettere ordine (mentale e fisico) dopo la lezione alla quale lei aveva preso parte. In quella reciproca solitudine, le sorrisi. Incoraggiata forse da quell’attenzione, lei mi disse in inglese: “A volte penso che se non fossi stata di madrelingua inglese avrei imparato italiano più velocemente”. Stupita e incuriosita, appoggiai le spalle allo schienale e lei, guardandomi, si spiegò meglio…

Noi inglesi,” continuò “con la scusa di essere madrelingua della lingua più parlata in tutto il mondo, non siamo mai abbastanza motivati fin da bambini a imparare un’altra lingua straniera“. Lo disse senza alcuna polemica e senza sapere di aver portato alla luce due dei fattori che più influenzano l’apprendimento linguistico: la motivazione all’apprendimento e l’influenza della L1, due aspetti che i nostri studenti tendono a sottovalutare fortemente. Quante volte, alla prima lezione di italiano per stranieri, abbiamo risposto a domande come “in quanto tempo riuscirò a capire tutto ciò che mi viene detto?“, “quanto tempo ci va per imparare italiano?”. Quante volte, prima di addentrarci in questioni di natura glottodidattica, abbiamo risposto: “Dipende“?  

Effettivamente, è sufficiente osservare i progressi linguistici dei nostri studenti per valutare quanto l’apprendimento sia una questione soggettiva e solo in parte prevedibile. Sì, perché oltre a fattori tangibili quali frequenza ai corsi, impegno in classe (per l’italiano LS) o nel contesto reale (italiano L2), l’apprendimento di ogni studente è sicuramente influenzato dalla motivazione che l’ha spinto a iscriversi a un corso di italiano per stranieri (lavoro, piacere personale, studio) e all’influenza della propria lingua madre (da qui l’immagine in copertina dell’iceberg, in omaggio all’interdipendenza linguistica e ipotesi Sapir-Whorf) che può avvantaggiarlo o limitarlo nell’apprendimento linguistico.

Considerati gli elementi tangibili, si può prevedere il successo dei nostri studenti?

Ovviamente no, ma può essere sicuramente “misurato” con lo scopo di entrare in contatto con loro ed essere parte attiva del loro processo di apprendimento. Per farlo, dedicate ampio spazio alla loro conoscenza durante la prima lezione, lasciate indietro la cattedra e organizzate le sedie a cerchio sedendovi tra loro e ponendo alcune domande. 

Chiedete loro cosa li ha spinti a iscriversi al vostro corso, cosa amano del nostro Paese e della nostra lingua, cosa si aspettano da voi e dai loro compagni di corso, chiedete qual è la loro madrelingua, quali altre lingue straniere conoscono, condividete le vostre conoscenze sulla loro lingua madre e qualche aneddoto curioso, raccontate di quella volta in cui avete visitato il loro Paese di origine, cosa avete visto e visitato, cosa avete gustato e dove. Avvicinatevi alla loro cultura di provenienza e mettetevi a loro disposizione rispondendo a dubbi, domande, curiosità, perplessità. 

Siete i loro insegnanti di lingua: voi darete loro la possibilità di esprimersi in italiano, di conoscere altre persone e di cambiare la loro vita:

INCANTATELI.

Mentre parlate con loro, non abbiate paura di prendere nota di ciò che vi dicono. Spiegate ai vostri studenti che ogni dettaglio a voi confidato sarà un mattoncino utile per costruire la loro competenza linguistica. Prendete appunti liberamente e consultateli a casa per studiarli: studiate i vostri studenti. È questo il segreto. 

Se non sapete come farlo oppure vorreste qualche aiuto in più, iscrivetevi alla newsletter e scaricate il mio regalo per voi in arrivo domani. Usatelo: è stato realizzato apposta per voi, i vostri studenti, le vostre lezioni. Usatelo e consultatelo per tutta la durate del corso: vi sarà di grande aiuto e migliorerà la vostra pratica didattica. 

Ps. E se avete in classe studenti di madrelingua inglese, non perdetevi l’articolo di lunedì prossimo dedicato agli aspetti didattici da tenere a mente durante l’insegnamento dell’italiano a studenti inglesi. 

A presto!

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