Come insegnare italiano a stranieri e studenti portoghesi: dalla linguistica alla didattica

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Per la mia rubrica mensile dedicata ai punti di forza e di debolezza nell’insegnamento dell’italiano agli studenti di una specifica madrelingua, ho scelto di focalizzare l’attenzione sull’insegnamento dell’italiano agli studenti portoghesi. Dopo esserci occupati dell’insegnamento dell’italiano agli studenti rumeni, francesi, spagnoli, diamo oggi un’occhiata alla struttura linguistica della lingua portoghese e alle strategie didattiche più utili per questo particolare target di studenti.

Essendo questa la lingua ufficiale di otto Paesi, è molto probabile che vi sia capitato di incontrare uno studente di questa madrelingua nella vostra esperienza didattica; e, sebbene sia doveroso e necessario differenziare il portoghese europeo e africano da quello brasiliano, è comunque possibile tracciare alcune affinità e diversità tra la lingua portoghese e italiana che è bene riconoscere e considerare durate ogni fase di insegnamento e apprendimento linguistico. Vediamo insieme gli aspetti più comuni!

Fonetica: Essendo il sistema fonetico portoghese (in particolare, quello vocalico!) molto più complesso rispetto a quello italiano, a parte lo shock iniziale, la fonetica non darà loro particolari problemi. Per abituarsi al nostro sistema ortografico e fonetico, prendete nota delle parole che a loro sembrano più complesse e tornateci su spesso: chiedete loro di leggerle, anche a distanza di tempo, e correggete gli eventuali errori. Io stessa, senza renderlo noto allo studente, mi segno nel mio planner delle lezioni le difficoltà di lettura di ogni alunno così da riproporre nelle lezioni seguenti le stesse parole e far sì che il gruppo classe lavori sulle difficoltà di ciascuno.

Articoli: Gli articoli determinativi e indeterminativi in portoghese sono meno numerosi rispetto alla lingua italiana quindi, ad esempio, dovrete lavorare maggiormente sulla presenza degli articoli “l’/gli”, “lo/gli”, un'” e “uno”. Lavorate sul lessico concentrandovi sui nomi di uso comune che utilizzano maggiormente nella loro vita lavorativa e quotidiana così da fissare meglio la regola e facilitare la memorizzazione attraverso l’abbinamento articolo-sostantivo. La stessa attenzione, ovviamente, dovrà essere riposta nelle preposizioni articolate.

Nomi: Il sistema nominale non presenterà particolari problematiche in quanto moltissimi sostantivi presentano la stessa ortografia (salvo raddoppiamento consonantico), sia in italiano che in portoghese. Come spesso capita nelle lingue così affini, però, i falsi amici sono altrettanto numerosi; per questo motivo, sarà bene imparare da subito a riconoscerli per anticipare la difficoltà dei nostri studenti e lavorare in modo più diretto sui loro significati. Ho trovato qui un elenco abbastanza esaustivo sui falsi amici in italiano e in portoghese. Per lavorare sui falsi amici, proponete in classe molte produzioni scritte guidate chiedendo che utilizzino i sostantivi e gli aggettivi che voi avete scelto (inserite tra questi, ovviamente, i falsi amici su cui volete lavorare maggiormente).

Verbi: Il sistema verbale italiano non presenta particolari problematiche durante l’apprendimento. Gli unici ostacoli che uno studente portoghese potrebbe incontrare lungo il suo percorso di apprendimento sono i verbi riflessivi (e relativi pronomi) e il passato prossimo, che in portoghese viene sostituito dal passato remoto. Come lavorare quindi su quest’ultima difficoltà? Svolgete molte attività che li obblighino a collocare gli eventi del passato nel giorno ordine e usando il giusto tempo verbale. Un esempio? Lavorate con le fiabe tipiche del loro Paese (o del nostro!) per lavorare sull’impiego del passato remoto e chiedete loro di attualizzare la fiaba riscrivendola usando il tempo passato prossimo: si divertiranno molto e faranno un buon esercizio di trasformazione verbale!

Ovviamente l’analisi qui proposta è tutt’altro che esaustiva ma si propone solo come uno spunto, un materiale utile a tracciare una prima analisi linguistica contrastiva che spetterà a noi approfondire in classe con gli alunni: prime risorse e fonti di idee, spunti e miglioramenti. Approfittate della loro presenza per chieder loro di condividere difficoltà, dubbi e perplessità, coinvolgeteli nell’apprendimento e, soprattutto, imparate da loro!

 

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