Come insegnare italiano a stranieri e studenti francesi: dalla linguistica alla didattica

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Buon lunedì cari colleghi e benvenuti al nostro terzo appuntamento con la nostra rubrica. Dopo esserci dedicati nel mese di maggio all’insegnamento dell’italiano a studenti di madrelingua rumena e aver parlato, a giugno, dell’insegnamento della lingua italiana a studenti spagnoli, ho pensato di dedicare il mese di luglio all’insegnamento di italiano per stranieri a studenti francesi o francofoni fornendovi qualche indicazione che possa esservi utile nella vostra programmazione didattica. Siete pronti?

Per ragioni storiche, la lingua francese e quella italiana sono molto simili tra loro e un apprendente francese difficilmente si troverà spaesato di fronte a un testo o un ascolto in italiano. Grazie a questa affinità tra le due lingue, gli apprendenti francofoni imparano la lingua italiana con discreta facilità e una buona predisposizione di base.

Per aiutarli durante l’apprendimento, è necessario lavorare fin da subito su ciò che differenzia le due lingue e focalizzare l’attenzione sulla metacognizione includendo nel percorso di apprendimento anche e soprattutto ogni studente. Quali sono quindi gli aspetti sui quali riporre la propria attenzione? Vediamoli insieme.

Fonetica: Dal punto di vista fonetico, l’errore che accomuna diversi studenti francofoni è dovuto alla differente pronuncia dei gruppi “ch”, “qu” che vengono pronunciati rispettivamente “sc” (come fricativa postalveolare sorda) e “ch”. Oltre a questa problematica, un errore frequente è il riconoscimento delle doppie, solitamente trascritte con una singola vocale.

Articoli: L’uso errato degli articoli determinativi è collegato alle differenze che intercorrono tra lingua italiana e francese relativamente al genere dei sostantivi. Un sostantivo che in francese è femminile e in italiano è invece maschile (come fiore, ad esempio) causerà qualche difficoltà negli apprendenti francofoni (e non solo!). Ovviamente, queste difficoltà d’uso si ritroveranno anche nella costruzione delle preposizioni articolate e nell’uso degli articoli davanti a un possessivo (che in francese non sono utilizzati).

Nomi: Anche per i nomi, le difficoltà più comuni ricorrono quando il nome presenta una morfologia molto simile a quella francese e, per la quale, quindi, è più alto il rischio di calco. Un esempio? Il sostantivo “finestra” diventa “fenestra” a causa dell’ortografia francese “fenêtre”.  Un altro problema che accomuna moltissimi studenti di madrelingua romanza è causato dalla presenza dei falsi amici: una lista lunghissima di parole molto simili dal punto di vista ortografico ma completamente differenti sul piano semantico: è frequente per uno studente francese, ad esempio, dire che lui è “grande” anziché “alto” e che abita in una bella “villa” anziché dire “città”, ecc. Come aiutare gli studenti a memorizzare correttamente l’uso di un falso amico? Proponete loro produzioni scritte e orali lavorando sulle coppie di parole che più causano incertezze cercando sempre di inserirle nel loro contesto e lavorando sui loro errori (trovate qui un mio articolo a questo proposito).

Verbi: Uno degli errori che si riscontra con più frequenza deriva dall’uso del pronome personale soggetto formale, in francese reso con “vous” anziché con l’italiano “lei”. Questa differenza spesso porta gli studenti stranieri a coniugare il verbo alla seconda persona plurale al posto della terza persona singolare. Per aiutarli all’uso corretto è utile far svolgere loro molti role-play creando situazioni nelle quali gli studenti possano ritrovarsi realmente e assegnando loro ruoli diversi in modo che possano fare esperienza di ogni situazione. Simulate, ad esempio, contesti di compravendita di materiali, situazioni lavorative e contesti di utilizzo dei servizi pubblici motivando i vostri alunni a parlare. Oltre a questo aspetto, è frequente per gli apprendenti francesi fare un uso errato degli ausiliari nelle forme verbali composte.

Sintassi: La sintassi non presenta particolari problematiche per uno studente francofono. Le problematiche più frequenti, in particolari, si rilevano nella posizione dell’avverbio che spesso ricorre tra ausiliare e participio (un errore che sento dire spesso ai miei studenti è, ad esempio, “ho molto/troppo mangiato”. Questa difficoltà può essere limitata grazie a una lezione dedicata agli avverbi e alla loro posizione all’interno della frase chiedendo, ad esempio, di descrivere agli studenti le abitudini del tempo presente e passato in modo da focalizzare l’attenzione sia sulle forme semplici che composte.

Quali altre particolarità avete riscontrato nei vostri alunni francofoni? Come le risolvete? Spero che questo articolo vi sia stato utile. A presto per un nuovo post dedicato alla rubrica!

 

 

 

 

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2 thoughts on “Come insegnare italiano a stranieri e studenti francesi: dalla linguistica alla didattica

  1. L’uso del congiuntivo 😆 non ho una vera alunna e non sono insegnante di professione, ma mi diverto molto di più ad aiutare gli stranieri a imparare l’italiano che a fare qualunque altra cosa praticamente…ma lo noto con una collega francese che studia l’italiano e che lo pratica con me costantemente. I suoi errori principali sono certe pronunce (tende a dire “disce” invece di “dice” o comunque si nota che si sforza) e il congiuntivo, non tanto per la coniugazione, ma proprio per la scelta di quando usarlo, dato che le regole in francese sono un po’ diverse.

    1. Ciao Chiara!
      Hai proprio ragione, il congiuntivo è una bestia nera della linguistica italiana (anche le preposizioni articolate non scherzano, eh?). Io stessa, quando so che dovrò presto iniziare a spiegarlo, tremo sempre un po’! 😀
      L’unica consolazione per gli studenti è sapere che anche noi italiani (ahi noi!) non siamo preparatissimi a riguardo!

      La tua collega è molto fortunata ad averti come mentore! Bravissima! :-)))

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