Come organizzare un nuovo corso di italiano per stranieri e accogliere un nuovo studente usando un questionario

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Qualche giorno fa mi è stata affidata una nuova studentessa, una ragazza che giungerà presto nel nostro Paese e che, dovendo essere inserita a scuola, dovrà apprendere l’italiano e garantirsi un’autonomia utile a fare le prime conoscenze in aula e a sapersi orientare in città. Per lei, grazie alla didattica a distanza, nei prossimi giorni preparerò un nuovo corso di italiano per stranieri per principianti assoluti prima di spostarci in classe a settembre: un momento di programmazione didattica reso possibile grazie alla somministrazione di un questionario volto a conoscere la mia nuova studentessa, la sua esperienza con l’italiano e i suoi interessi.

Volete sapere come ho fatto? Seguitemi!

Innanzitutto: perché ho scelto un questionario? Ho scelto un questionario perché mi piaceva l’idea di potermi avvicinare alla mia nuova studentessa in un modo diverso dal solito dando modo a entrambe di poter ragionare sulla programmazione didattica, in accordo con i rispettivi tempi liberi. Da questa volontà, e dall’esigenza di voler conoscere meglio la mia futura allieva, è nato un questionario che ho scritto in lingua inglese e italiana che ho deciso di realizzare con Google Moduli e condividere con voi (potrete trovarlo cliccando qui).

Oltre a condividere il mio questionario, e invogliarvi a scrivere il vostro, trovate di seguito qualche spunto per voi utile a costruire il questionario adattandolo alle vostre esigenze.

Quale piattaforma scegliere? Sono disponibili on line moltissime piattaforme utili per la raccolta dei dati. Tra queste, vi suggerisco Google Form, Typeform, Evalandgo.

Quale lingua utilizzare? Personalmente, credo che scrivere il questionario in lingua inglese (o nella madrelingua dello studente, se la conoscete) e italiana sia la soluzione migliore perché permetterà ai vostri studenti di poter comprendere le vostre domande e, al tempo stesso, li avvicinerà con curiosità alla lingua italiana. 

Quali domande fare e come: Porre i giusti quesiti è sicuramente fondamentale e meno semplice di quanto si possa pensare. Per poter ottenere buoni risultati, è consigliabile raccogliere dati significativi e organizzare il questionario in più parti in modo che lo studente possa focalizzare la sua attenzione su ogni tema di indagine senza disperdere energie e concentrazione. Un esempio? Dividete il questionario in sezioni: una parte introduttiva sarà dedicata alla raccolta di alcune informazioni personali sul vostro studente (età, livello di istruzione, lingue straniere conosciute, ore di tempo libero settimanale da dedicare allo studio della lingua, interessi personali), esperienze pregresse (se ha già frequentato un corso di italiano per stranieri e per quale livello, se ha frequentato un corso in presenza o a distanza e quante ore ha seguito, cosa aveva apprezzato del corso e cosa invece non lo aveva convinto affatto) e preferenze relative alle modalità di apprendimento (canzoni, film, lettura, ecc…).

Quante domande fare? In merito alla quantità di domande da porre, credo che 12 – 15 quesiti possano essere più che sufficienti. Inoltre, è importante evitare che lo studente si stanchi, risponda in modo poco accurato e vanifichi così il nostro obiettivo.

E poi? Quando avrete raccolto le loro risposte potrete iniziare la vostra programmazione didattica a partire dai loro bisogni, preferenze e gusti concordando una chiacchierata per far luce, eventualmente, sulle risposte del questionario che più vi hanno incuriosito.

Cosa ne pensate? Avete mai usato un questionario? Provateci e buon lavoro!

 

 

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4 thoughts on “Come organizzare un nuovo corso di italiano per stranieri e accogliere un nuovo studente usando un questionario

  1. Ho trovato molti spunti brillanti per me che mi appresto a fare lezioni di Italiano per un ragazzo russo, grazie mille!! 🙂

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