Come insegnare italiano a stranieri e studenti spagnoli: dalla linguistica alla didattica

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Buon lunedì cari colleghi e benvenuti al secondo appuntamento della nostra rubrica. Dopo esserci dedicati all’insegnamento dell’italiano a studenti rumeni, questo mese ci occupiamo degli alunni spagnoli, una componente sempre graditissima per la loro contagiosa simpatia, intraprendenza e affabilità! Dietro a una lingua così affine alla nostra, però, si nascondono numerose insidie pronte a rendere l’apprendimento dell’italiano più difficile del previsto. Quali sono le difficoltà e i punti di forza che dobbiamo considerare quando insegniamo italiano a uno studente spagnolo? Scopriamolo insieme.

Le similitudini tra la lingua italiana e quella spagnola sono davvero numerose, così numerose da trarre in inganno gli apprendenti che spesso fanno affidamento alla loro madrelingua italianizzando formule e strutture tipicamente spagnole (un errore molto comune anche tra gli italiani che vogliono imparare lo spagnolo!). Vediamo insieme le differenze e similitudini che dividono e uniscono queste due lingue e scopriamo su quali aspetti dobbiamo insistere maggiormente.

Fonetica: Le problematiche più comuni per gli apprendenti spagnoli sono legate in particolare alla pronuncia di alcune consonanti e al riconoscimento delle doppie. In particolare, un apprendente ispanofono avrà notevoli difficoltà a riconoscere la “b” dalla “v” o a pronunciare correttamente la nostra “s” sonora che sarà più spesso pronunciata come una sorda. Sempre in merito alla pronuncia della “s”, per uno studente ispanofono sarà più complesso pronunciarla se presente a inizio di parola poiché la tentazione di anteporre la “e” sarà infatti molto forte, visto che in spagnolo la consonante “s” non ricorre mai in prima posizione. Anche la pronuncia (e scrittura) del suono “ch” darà qualche difficoltà poiché lo studente ispanofono tenderà a pronunciarlo come la nostra /c/ velare. Per aiutare i vostri studenti a pronunciare correttamente i suoni “ch” e gh” ricordate loro che entrambi corrispondono rispettivamente ai loro “gu” e “qu”. In ultimo, il digramma “gn” e il trigramma “gli” non dovrebbero invece dar loro molti problemi in quanto molto simili rispettivamente ai suoni “ñ” e “ll”.

Articoli (e preposizioni articolate): Gli articoli italiani sono più complessi rispetto a quelli spagnoli: una diversità dovuta all’inesistenza dell’apostrofo e al differente uso dell’articolo italiano “lo” che in spagnolo assume il ruolo di aggettivo dimostrativo. Di conseguenza a queste differenze, anche le preposizioni articolate saranno di difficile comprensione per uno studente ispanofono che potrà trovare qualche difficoltà anche nell’uso delle preposizioni semplici “di”, “da”, “in”, “a”.

Verbi: Le difficoltà legate agli aspetti grammaticali sono in particolar modo dovute alla scelta degli ausiliari nei tempi composti: un problema che in spagnolo non sussiste poiché l’ausiliare “haber” è l’unico a essere utilizzato. Oltre a qualche altra differenza, spesso “digeribile” dai nostri apprendenti spagnoli (tra queste, le desinenze dell’imperfetto e un uso differente del condizionale composto), anche la concordanza del participio passato dà loro qualche problema: in spagnolo, infatti, il participio passato non si accorda mai né per genere né per numero.

Nomi e aggettivi: Una delle problematiche più comuni agli apprendenti ispanofoni che vogliono imparare l’italiano sono le discrepanze nel genere dei sostantivi e i falsi amici. Per aiutarvi, inserisco qui il link con un elenco esaustivo dei falsi amici che potrete consultare e condividere con i vostri allievi. Per aiutare i vostri studenti spagnoli a memorizzare verbi e sostantivi, proponete attività di produzione scritta chiedendo loro di usare obbligatoriamente i termini che ricordano più difficilmente così da aiutarli a ricordarli sfruttando il loro contesto d’uso oppure proponete attività di descrizione scritta e orale per memorizzarli più facilmente sfruttando l’abbinamento parola – immagine.

Ovviamente l’analisi qui proposta è tutt’altro che esaustiva ma si propone comunque come un materiale utile a tracciare una prima analisi linguistica contrastiva tra le due lingue che potrete approfondire in classe con i vostri alunni ispanofoni.  Siate attenti ai loro errori e proponete attività che prendano spunto dalle loro imprecisioni e perplessità per abituarli fin da subito ad affrontare le criticità più ricorrenti.

Al prossimo mese per una nuova puntata della rubrica!

 

 

 

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