Il gioco da tavolo Scarabeo come attività ludica per insegnare italiano per stranieri

Scarabeo

La foto che vedete qui sopra è stata scattata qualche settimana fa nella mia classe di italiano per stranieri con i miei studenti: allievi adolescenti di livello di competenza differente tutti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado da settembre.
A vederli, a inizio anno scolastico e a poche settimane dal loro arrivo in Italia, non avrei mai pensato che a dicembre, a poche settimanale dalle vacanze di Natale, avremmo giocato tutti insieme a Scarabeo

Già, perché è molto diffusa l’idea che giocare sia un’attività sempre divertente per chiunque e in qualunque momento del percorso di apprendimento mentre è molto più facile (in particolare durante i giochi che mettano in campo le proprie competenze e conoscenze) che un giocatore possa sentirsi minacciato dal punto di vista sociale e finisca per rifiutare il gioco e iniziare a manifestare, da quel momento in poi, un crescente disamore e disinteresse per ogni attività didattica proposta all’interno di quello spazio-classe.

Vediamo allora quando e come introdurre un gioco come Scarabeo nella nostra classe di italiano per stranieri.

Quando? Prima di introdurre Scarabeo è necessario assicurarsi che tutti gli studenti abbiano acquisito una competenza lessicale buona e dimostrino di conoscere bene le norme che regolano l’identificazione del numero e del genere. Assicuratevi di aver affrontato a lezione più campi lessicali possibili e che gli studenti abbiano raggiunto una conoscenza più omogenea possibile dei termini che avete analizzato insieme. Se il vostro gruppo è ancora molto disomogeneo formate delle coppie affiancando uno studente più competente a uno più debole.

Come? Se i vostri studenti non conoscono il gioco potete investire i primi minuti della vostra lezione spiegando le regole principali. In questa occasione potrete rispolverare alcuni concetti grammaticali come l’uso dei verbi modali, dell’imperativo e dell’impersonale (dovete, potete, non potete, si deve, si può, non si può, ecc…) e altri lessicali (lettere, tabellone, pescare, punteggio, sconfitta, vantaggio) fino a creare un vero e proprio campo lessicale dedicato al gioco e ai termini utili per potersi esprimere al meglio. Per aiutarli nella ricerca delle parole, solitamente porto con me un dizionario illustrato e uno semplificato (ad esempio, le edizioni simili al MIOT) e lascio che gli studenti possano consultarli liberamente. Ovviamente, per limitare lo stress, non utilizziamo la clessidra!

Quale ruolo deve tenere il docente durante il gioco? Anche se la tentazione è grande, evitate di diventare voi stessi giocatori o fare squadra con uno studente della vostra classe (anche se si tratta del più debole). Siate giudici giusti nei confronti di tutti, rendetevi disponibili ad aiutare ogni singolo studente (se temete che alcuni studenti ricorrano più spesso al vostro aiuto di altri, dite loro che hanno a disposizione 20 aiuti – scegliete voi il numero massimo) e cercate di dare consigli che rispecchino sempre l’idea di partenza del vostro alunno senza proporre voi stessi termini troppo complessi ai quali loro non avrebbero mai pensato. Ricordate che giocare è un’attività serissima e che tutti gli studenti, per fare del loro meglio, devono sempre credere in voi, nelle vostre proposte e, soprattutto, devono giocare sapendo di avere una chance di vincere!

Avete mai giocato a Scarabeo con i vostri alunni? Se sì, com’è andata?

 

 

 

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