Nuvole di parole: wordcloud per fare esercizi di grammatica e lessico

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Proporre esercizi di italiano per stranieri non è sempre cosa facile, soprattutto quando si insegna a studenti adolescenti già annoiati e spesso poco entusiasti della scuola. Per proporre esercizi di grammatica e lessico e stimolare la produzione scritta senza dimenticare l’aspetto ludico, vi propongo alcune idee che prevedono l’uso di uno strumento: le nuvole di parole, o wordclouds.


Grazie alle risorse del web, è diventato molto semplice creare gratuitamente nuvole di parole personalizzate, piccoli elementi grafico-lessicali che possiamo salvare sul nostro PC, stampare e condividere con colleghi e studenti.

Questioni pratiche a parte (che però vedremo prossimamente), come si realizza una nuvola di parole che sia didatticamente efficace e utile ai nostri alunni? Innanzitutto è necessario stabilire gli obiettivi didattici della nostra attività. Le wordclouds, infatti, possono essere utilizzate per lavorare sull’ordine degli elementi di una frase, ripassare il lessico appreso o impararne di nuovo e servire da base per proporre un’attività aperta di produzione scritta.

Ad esempio, un esercizio che mi piace proporre agli studenti di italiano per stranieri è la creazione di frasi che prevedano l’uso degli elementi presenti nella nuvola di parole che ho inserito io stessa scegliendo gli elementi grammaticali o lessicali (o entrambi) già affrontati e sui quali voglio lavorare. Dopo aver presentato la nuvola, chiedo loro di riordinare gli elementi per creare frasi complete e di realizzare un dialogo sfruttando le frasi che hanno identificato nella nuvola completandole con altre battute a loro scelta. Questa attività, basata su due esercizi differenti, è completata da una wordcloud la cui forma riproponga il tema dell’attività. Ad esempio, se le frasi inserite hanno come contesto situazionale un pranzo o una cena in un ristorante, io sceglierò una wordcloud che raffiguri un pasto o un oggetto da cucina così che lo stimolo grafico possa anche servire da stimolo ed elicitare il tema di apprendimento della lezione (prima fase dell’UDA) alla quale seguirà poi l’attività di sintassi e produzione scritta (fase di analisi e riflessione).

Veniamo ora all’aspetto pratico: come si crea una nuvola di parole? Tra gli strumenti del web più semplici, vi consiglio Wordclouds e Wordart, due siti web molto semplici da usare all’Interno dei quali potrete copiare il testo che volete proporre ai vostri studenti, dare la forma che desiderate usando il tasto “shape”, salvare come immagine o PDF la vostra attività e stampare.

Quando i vostri studenti avranno preso confidenza con lo strumento potrete chiedere loro di realizzare nuvole di parole scegliendo, ad esempio, di scrivere tutti i verbi che fanno riferimento alle azioni oppure inserire dello stesso campo lessicale (abbigliamento, cibo, mezzi di trasporto, animali, oggetti domestici, ecc).

E voi avete mai usato nuvole di parole nelle vostre lezioni?

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