Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri

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“Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri?”. Visto che questa domanda mi viene posta moltissime volte, ho pensato di scrivere per voi un articolo ad hoc in cui io possa darvi qualche consiglio utile, anche e soprattutto a partire dalla mia esperienza. Siete pronti? Seguitemi!

Come si inizia?

Come in tutti i lavori, si inizia facendo un po’ di esperienza. Difficilmente le scuole di lingue vi offriranno un corso intero di alfabetizzazione per studenti stranieri se non avete mai insegnato in una classe e, di conseguenza, difficilmente potrete fare esperienza se nessuna scuola di lingue vi propone di insegnare in una classe.

La soluzione è iniziare da soli. Chiedete a qualche amico se conoscono qualche studente straniero (di qualsiasi età!) che vorrebbe perfezionare la propria conoscenza della lingua italiana e proponetevi per qualche lezione: offrite il vostro aiuto per qualche ora di conversazione, per un ripasso del lessico o della grammatica, per fare un giro turistico della città se siete appassionati di storia e cultura o per leggere insieme un quotidiano, un libro o una rivista. 

Pensate al vostro primo studente come a una risorsa preziosissima: cercate di imparare molto dal suo modo di apprendere, dalle domande che vi fa, dai blocchi che potrebbe manifestare nel parlato o nello scritto. Chiedetegli/le se ha già frequentato dei corsi di lingua italiana e che cosa non ha apprezzato o ha apprezzato molto, chiedetegli/le se conosce altre persone che, come lui, sarebbero interessate ad approfondire la conoscenza della lingua e, se l’idea vi piace, pensate a organizzare piccoli gruppi di studio.

Il vostro primo studente (sia esso un vostro conoscente, un amico di amici, un amico o collega di lavoro di un vostro parente) è fondamentale: vi insegnerà moltissimo, vi aiuterà a conoscere i vostri limiti e, non da ultimo, vi insegnerà un metodo. 

Quando avrete trovato il primo studente, non fermatevi! Chiedete al vostro primo studente se ha contatti utili e informate i vostri amici, parenti e conoscenti di informarvi qualora conoscano altre persone che vorrebbero un po’ di aiuto con l’apprendimento della lingua italiana. 

Se avete capito che insegnare è la vostra vita, la vostra passione e l’unica cosa che vorreste fare da qui ai prossimi dieci anni, allora è giunto il momento di dedicarvi anche alla vostra formazione. Sì, perché un’altra domanda che ricevo spesso da chi mi segue è…

 

Devo avere un titolo di studi in particolare?

No, ma vi aiuterà moltissimo. Avere delle competenze linguistiche è fondamentale per poter offrire un servizio completo e ottimale a chi ha scelto di affidarsi a noi docenti per migliorare le proprie capacità linguistiche. Leggete e studiate quotidianamente e, se potete, scegliete un corso di laurea triennale o specialistico in lingua italiana o in linguistica, iscrivetevi a corsi di formazione per docenti di lingua italiana per stranieri, studiate per sostenere un esame di certificazione linguistica come il DITALS o il CEDILS e rafforzate anche la competenza linguistica in altre lingue straniere (o almeno, l’inglese). 

Non fermatevi al minimo indispensabile e fate tutto ciò che è nelle vostre forze per migliorare la vostra formazione e il metodo di insegnamento. Costruite un CV degno di essere letto e notato! 

 

Dallo primo studente alla prima classe…

Se avete aiutato il vostro primo studente a conoscere meglio la lingua italiana (a proposito, inseritelo nel vostro CV) e state studiando molto per formarvi professionalmente, potreste essere pronti per chiedere a una scuola di lingue di proporvi come “osservatore” delle lezioni che svolgono all’interno. Scegliete una scuola di lingue che vi piace e con la quale vorreste collaborare, e chiedete di potervi offrire come tirocinante assistendo alle lezioni di un collega con più esperienza di voi. Vi basterà un’ora o due alla settimana per comprendere che osservare gli altri docenti vi sarà di grande aiuto e vi insegnerà tanto. 

Se la scuola di lingue vi ha offerto la possibilità di osservare il loro lavoro, non sprecatela; se non la ha fatto, mantenete il contatto chiedendo di essere presi in considerazione per qualsiasi attività vi permetta di apprendere.

Ricordate: 

La perseveranza, la costanza e la capacità di mettersi in gioco e in discussione premiano sempre! 

 

Spero di avervi dato qualche consiglio utile! Se avete altre domande, non esitate a scrivermi… Alla prossima!

Fare conversazione in classe con la lista di parole

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Vi è mai capitato di avere in classe studenti bravissimi nello svolgere esercizi scritti ma in seria difficoltà durante le attività di conversazione? Se la risposta è sì, sappiate che è normalissimo, che non è colpa vostra e che soprattutto… C’è una soluzione! Sì, perché svolgere attività di conversazione in italiano L2 (soprattutto se stanno imparando in un contesto di apprendimento di italiano LS) non è mai una cosa semplice. Per quanto possiamo credere che gli studenti abbiano raggiunto un certo livello di competenza linguistica, l’espressione orale darà comunque del filo da torcere, soprattutto quando sarà loro chiesto di esprimersi liberamente in italiano.

Come aiutarli quindi nell’esposizione orale senza togliere loro la soddisfazione di avercela fatta da soli? Seguitemi! 

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Esercizio sul futuro semplice: progettiamo un viaggio!

In questo periodo storico in cui è proibito spostarsi liberamente all’interno e fuori dal proprio Paese, parlare di viaggi sembra, ed effettivamente è, utopistico. Se lo spostamento fisico non è permesso, nulla vieta di viaggiare almeno con la fantasia sognando di non avere limiti né imposizioni. Per praticare il futuro semplice con i miei studenti e permettere loro di sognare un po’, ho portato in classe questa attività semplice ma efficace, perfetta per tutte le tipologie di studenti. Vediamola insieme!

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Nomi, cose, animali: giocare a lezione di italiano per stranieri

Ci abbiamo giocato tutti da bambini con gli amichetti dell’infanzia e anche a scuola durante le ore in cui l’insegnante era assente o interrogava i nostri compagni di classe. Ci abbiamo giocato anche da adulti, con i nostri figli o con gli amici di vecchia data e nostalgici come noi… Il gioco è così famoso e semplice che la domanda sorge spontanea: “Perché non trasformare questo gioco in un’attività didattica utile a ripassare il lessico con i nostri studenti?”

Vediamo insieme come! 

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Edmodo e Classroom a confronto a lezione di italiano per stranieri

Edmodo vs. ClassroomEdmodo, Classroom, WeSchool, Didattica a Distanza, Didattica Digitale, Didattica Digitale Integrale… Quante definizioni e metodologie abbiamo conosciuto e utilizzato in questi mesi!

Tutti noi docenti di lingua italiana e straniera ci siamo avvicinati, per necessità e obbligo, alla Didattica Digitale con una certa velocità (e variabile) dimestichezza. Anche io, pur avendo sempre lavorato in presenza in classi popolate da adolescenti, ho dovuto inaugurare l’insegnamento in ambiente digitale a marzo 2020 e qualcosa per fortuna l’ho imparata. Dalla mia esperienza nasce questo articolo su Edmodo e Classroom, due delle piattaforme didattiche più usate nell’insegnamento delle lingue.

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Esercizio per il futuro semplice: facciamo i tarocchi

Questa attività ha avuto così tanto successo con i miei studenti che non potevo non proporvela! L’idea mi è venuta in classe, durante una lezione dedicata al futuro: un argomento grammaticale che generalmente non dà troppi problemi di comprensione o di uso da parte degli studenti stranieri e che si presta bene a moltissime attività, anche ludiche. 

L’attività che vi presento oggi è di approccio ludico ed è perfetta per una classe affiatata e aperta a ogni tipo di proposta didattica, comprese quelle meno convenzionali! Siete pronti a stupire i vostri studenti? Seguitemi!

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Descrivere gli oggetti: un esercizio per memorizzare il lessico

Una valida alternativa agli esercizi di descrizione delle immagini è la descrizione degli oggetti: un valido espediente per utilizzare il lessico già appreso in classe e memorizzare nuove parole sfruttando un’idea che potrà essere facilmente trasformata in un’attività ludica. Realizzarla è semplice: vi serviranno alcuni oggetti (li potrete scegliere voi), una lavagna e l’entusiasmo giusto per ripassare senza noia! 

Scopriamo insieme come ripassare (giocando)!

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Insegnare la grammatica: spiegare ci e ne a studenti stranieri

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L’articolo della scorsa settimana dedicato agli argomenti grammaticali più odiati dagli studenti stranieri ha avuto un grandissimo successo e, a seguito della lettura di quel post, tanti mi hanno chiesto di dedicare il nuovo articolo del lunedì a un altro tema grammaticale scottante che ci fa disperare e sudare sette camicie (la ragazza in copertina ne sa qualcosa!): la spiegazione dei pronomi “ci” e “ne”

Come affrontare questi pronomi a lezione? Quanto tempo dedicare alla spiegazione e agli esercizi per facilitarne l’apprendimento? Armiamoci di coraggio, pazienza e vediamo insieme come aiutare i nostri studenti senza impazzire! 

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Insegnare la grammatica: gli argomenti che i nostri studenti odiano

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Facendo questo lavoro da undici anni, ormai so quando è nell’aria quell’argomento o quegli argomenti grammaticali che gli studenti stranieri odiano. Pur non sentendolo dire apertamente, è sufficiente stare in classe con loro per comprendere quando un argomento grammaticale non è apprezzato: l’atmosfera della classe è densa di sconforto e nervosismo, in sottofondo si sentono sbuffi e sospiri e mai come in questa lezione gli studenti consultano l’orologio appeso in classe. Nella loro mente c’è un unico e solo pensiero: “Non lo capirò mai!”.

Ma quali sono questi maledetti argomenti grammaticali che tanto spaventano e annoiano i nostri studenti? E soprattutto, come possiamo risolvere il problema

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I miei articoli più letti del 2020

Cari colleghi, eccoci giunti alla fine di questo anno solare: un anno difficile che ha trasformato le nostre abitudini, stravolto il nostro modo di essere docenti in classe e avviato riflessioni importanti, quasi rivoluzionarie. Personalmente, quest’anno ha aperto molte strade nella mia pratica didattica e la diminuzione di input esterni e spostamenti mi ha portata a dedicare più tempo alla riflessione didattica e alla scrittura di questo blog, da anni un mio sogno nel cassetto…

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